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Parigi - foto di annette nissen

Molto bene. Anche se non abbiamo trovato ancora quella che fa per noi. Ma iniziamo dal principio.

Trovare casa a Parigi

Trovare casa a Parigi non è proprio quella che si definirebbe una passeggiata di salute. È piuttosto un’escursione di trekking con molti imprevisti, dirupi, parti rocciose da fare a mani nude, freddo incessante o anche Km e Km di nulla. Se stai immaginando come si cerca casa in Italia sappi che non c’entra assolutamente niente con quello che succede qui a Parigi: innanzitutto non sei tu che scegli, è il padrone di casa che ti sceglie tra una rosa di candidati precedentemente selezionati. Infatti già al primo contatto devi fornire dati super sensibili: dichiarazione dei redditi, documento d’identità, lettere di raccomandazione del padrone di casa precedente, ultime buste paga, ricevute dell’affitto che stai pagando, documenti del garante. Chi è il garante? È una persona che guadagna almeno tre volte l’affitto che andrai a pagare e che garantisce per te nel caso tu non possa pagare l’affitto dichiarando che lo farà lui per te. Tutto questo incartamento si chiama dossier: sì, proprio come quelli ammonticchiati nelle stazioni di polizia, come gli oggetti misteriosi degli X files o dell’ispettore Derrick.

Gli appartamenti a Parigi sono molto più piccoli di quelli a cui siamo abituati in Italia e costano uno sfracasso. Tipo? Tipo 40 mq 1500 euro, che poi dipende dal quartiere, più ti avvicini al centro, più costano. Parigi è divisa in 20 arrondissements: circoscrizioni che partono dal centro della città (dove si trova il primo arrondissement) e si snodano a spirale in senso orario. Si può dire che la Parigi più turistica si trova quasi tutta dentro i primi 8 arrondissements.

C’è da dire che proprio per l’esiguità dello spazio delle abitazioni, i francesi sono maestri nell’arte di sfruttare lo spazio: Marie Kondo forse, è nata a Parigi.

La casa che stiamo cercando

Ci siamo armati di coraggio (ma anche di tutta l’emozione accumulata nelle ultime settimane pensando a questo momento) immaginando che nessuno ci avrebbe dato appuntamento così presto. E invece su 18 annunci a cui abbiamo risposto ci hanno ricontattato in 6. Il buon Pascal ci ha suggerito un metodo infallibile per trovare la casa giusta: visualizzarla nella nostra mente in tutte le sue caratteristiche e poi anche sulla carta. Così abbiamo descritto e scritto la casa che desideriamo:

  • A Parigi, nel X,XI, XII, XIII o XIV arrondissement
  • Sopra i 45 mq, meglio se sopra i 50 mq
  • Luminosa
  • Con il parquet
  • Almeno 2 ambienti, meglio se 3
  • Tra i 1000 e i 1500 euro di affitto al mese
  • Calda
  • Preferibilmente con il posto per la bici
  • Semi ammobiliata (con cucina)
  • Bagno unito (senza loculo WC) o almeno non troppo lontano
  • Con il terrazzino
  • Vista sui tetti
  • Che non si affacci su una strada grande e rumorosa (meglio corte interna)
  • Con la cantina
  • Con una bella energia

Ambizioso? Impossibile? Ma soprattutto che vuol dire loculo WC? Non credo sia impossibile, anzi so che da qualche parte questa casa c’è bisogna solo avere un po’ di pazienza. Il loculo WC è una delle cose più inquietanti che ho scoperto: in Francia è molto frequente trovare il WC separato dalla sala da bagno. Questo comporta che la tazza sia spesso in uno sgabuzzino lungo e stretto dove non c’è nient’altro (quando dico nient’altro è veramente nient’altro), mentre altrove si trova il lavandino con la doccia o la vasca.

La ricerca, una squadra fortissimi, i feedback

Abbiamo gestito così la ricerca: io mi sono occupata della selezione degli appartamenti sui siti di annunci. Mi sono iscritta ai portali più comuni di ricerca (Leboncoin, Pap e Se Loger) per ricevere gli alert sui nuovi inserimenti. Ogni giorno, al mattino e alla sera facevo comunque un giro di ricognizione per vedere se c’era qualcosa di nuovo. Quelli interessanti li inserivo in una bacheca di Trello, dove Roby poteva vederli, contattare i proprietari, spedire il dossier e se rispondevano concordare un appuntamento e andare alla visita.

Trello Maison

Durante ogni visita mi videochiamava per farmi vedere l’appartamento. Gli appartamenti vanno via velocemente: i padroni di casa vogliono affittare il prima possibile sempre dopo aver avuto tutte le garanzie possibili.

Siamo stati fortunati perché non abbiamo partecipato a visite collettive come capita spesso. Visite in cui il padrone di casa dà appuntamento alla stessa ora a tutti quelli che ha scelto, analizza il dossier e poi decide chi tenere. Un incrocio tra X Factor e Uomini e Donne: per me è no, Maria io esco. Ci aspettavamo più spocchia e meno possibilità e invece quelli che ci hanno risposto sono stati gentilissimi e ci hanno fatto capire che sarebbero stati felici di averci come inquilini.

Ne abbiamo viste 5, la sesta la sta vedendo Roby proprio in questo momento. Abbiamo detto di no a tutte perché a ognuna mancava qualcosa: una era nel quartiere sbagliato, l’altra non aveva la cantina, una era troppo piccola, l’altra era molto buia, quell’altra molto triste. Per il momento, visto che non abbiamo fretta e siamo solo all’inizio della ricerca, possiamo tenere alti i nostri desideri. In cuor nostro speriamo di incontrare quella che ci farà scattare la scintilla, e sappiamo che da qualche parte la nostra casina ci sta aspettando.

PS. Mentre scrivo sono a letto con l’influenza: nonostante non ci vediamo da tre settimane, la scorsa settimana anche Roberto l’ha avuta. E va bene che i batteri girano, ma stavolta hanno fatto un giro veramente lungo per prenderci tutti e due per bene. Oggi Parigi si è svegliata in mezzo a fiocchi di neve, mentre a Castiglione c’è stato un sole caldo e avvolgente. Fra poco condivideremo lo stesso cielo e le stesse temperature (anche se con la malattia stiamo facendo la nostra parte), e potremo fare quelle cose banali e scontate che per noi non lo sono mai state, come preparare la colazione per due, litigare per il film da guardare la sera, girarsi dalla postazione di lavoro e trovare lo sguardo dell’altro concentratissimo. Ancora non ci credo eppure ci credo forte come non mai.

Parigi gennaio neve

Foto in evidenza: Annette Nissen

Foto di Parigi sotto la neve: Onder Turkman su IG @onthere

Chiara Gandolfi

Sono Chiara, copywriter e voice talent. Con Bonnie e Clyde, i miei due gatti, mi sono trasferita a Parigi. Questo blog è il nostro diario delle avventure.

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